Ciro Amos Ferrero in arte Chiro classe 1977, nasce in una famiglia di artisti, il nonno paterno è pittore e nipote del grande incisore Francesco Mennyey.

Studia e si applica nelle tecniche pittoriche antiche  sviluppando una grande capacità artigianale che impiega tutt’oggi nei suoi lavori.

Iscrittosi all’Acdemia di Brera, nel 1998 si distingue tra i più interessanti allievi emergenti e viene selezionato partecipando al “Saloon Primo”.

Oltre a frequentare l’Accademia si iscrive ad una scuola sperimentale e temporanea di cinematografia, segue il corso tenuto da Nuccio Ambrosino e lavora per importanti case di produzione di Milano. A 21anni il fondo sociale europeo investe nel suo cortometraggio “La foto del mare”.

Terminati gli studi di Brera, il carattere ribelle ed eclettico lo porta a sperimentare e a cambiare diversi lavori tra i quali il restauratore, lo scenografo e il decoratore.

Cambia città dividendosi tra Milano, Ancona e la provincia di Trapani.

La conoscenza tecnica e la passione infinita per l’arte, porteranno Chiro ad intraprendere la carriera di insegnante presso importanti licei e corsi per aspiranti pittori.

Attraverso la fotografia trova una nuova tecnica espressiva che lo troverà tra i finilasti del premio Cascella 2015.

Chiro fonde in un unica sfera tutte le sue conoscenze artistiche, creando sinergie tra i vari elementi e usando le più svariate tecniche espressive, è un artista completo che si muove senza esitare dalla pittura alla scultura dal video alla fotografia.

INTRODUZIONE ALLE OPERE DI CHIRO

Un esperimento concettuale continuo, attraverso tutti i materiali e gli strumenti. Dal vuoto sociale percepito, allo sguardo dato al mondo attraverso un famoso taglio, ora nascosto. Fino al colpo che ribalta la religione.

Filippo Ferrero

Il lavoro di Chiro nasce, si sviluppa, si modifica e si consuma al cospetto continuo di una medialità dalla quale tutti, oggi giorno, non abbiamo scampo. E’ difficile infatti, se non impossibile, sottrarsi ai messaggi costanti di ogni nuova, sia essa informativa che di mercato: si è comunque raggiunti e sovrastati soprattutto dall’immagine ormai in ogni luogo. Chiro non è disturbato molto da ciò, appartiene ad una generazione cresciuta al pari delle nuove tecnologie che sono in perenne mutamento così come le icone elettroniche che trasmettono. Chiro registra, memorizza, annota e ci ripropone un’ulteriore medialità, realizzata con mezzi tutt’altro che tecnologici, che si colloca tra arte e nuovo artigianato. Scritte, riporti fotografici, particolari d’interni domestici o esterni tropicali vengono usati come Ready-made e/o citazioni altre in componimenti il cui esito è sempre in Work in progress. Anche nelle ultime opere, in cui la tridimensionalità è protagonista, questi elementi connotano sensibilmente un linguaggio curioso, intelligente più che mai presente nel suo tempo.

Stefano Pizzi

 

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